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Non so che università scegliere?

Non sapere che università scegliere può significare due cose diverse: non hai ancora abbastanza possibilità concrete da confrontare, oppure ne hai diverse ma non sai in base a che cosa scegliere. Capire in quale situazione sei cambia il passo da fare.

di Lucia Baraschi, orientatrice professionale

Un tavolo con stampe di piani di studio e appunti presi a mano su diversi corsi di laurea

Quando hai già abbastanza alternative

Open day, piani di studio, sbocchi occupazionali, test attitudinali, il racconto di chi ci è già passato. In pochi mesi si accumula una quantità di materiale enorme, e spesso il risultato è l'opposto di quello che ci si aspetta: più cose sai, meno riesci a decidere.

Il motivo è semplice: spesso ogni informazione nuova apre un'opzione in più, invece di aiutarti a chiuderne una. Ogni corso di laurea, letto sul suo sito, sembra sensato. Ogni professione, raccontata bene, sembra interessante. Così la ricerca continua e la decisione si sposta sempre un po' più in là.

Il punto

Serve un criterio, non un'altra lista

Un criterio non è una risposta e non è un test che ti dice cosa fare. È qualcosa di più modesto e molto più utile: poche cose che per te contano più delle altre, e in che ordine. Serve a guardare le stesse opzioni che hai già e a vederle non più tutte uguali.

Finché il criterio manca, ogni confronto si gioca su elementi che cambiano da un giorno all'altro: quanto ti è piaciuta la presentazione, quanto sembra difficile l'esame di ammissione, cosa ha detto tuo cugino a cena. Con un criterio, invece, le stesse informazioni iniziano a pesare in modo diverso, e qualcosa comincia a scendere in fondo alla lista.

Tre cose da mettere a fuoco

Non sono domande a cui rispondere in cinque minuti, ma sono le tre direzioni da cui, nella nostra esperienza, arriva più spesso la chiarezza. Sono diverse tra loro, e conviene tenerle separate.

  • Cosa ti interessa e cosa ti dà energia

    Non solo le materie che ti piacciono sulla carta, ma dove va la tua attenzione quando nessuno te lo chiede: quello che leggi, guardi o ascolti per conto tuo, gli argomenti di cui parli volentieri, le cose in cui il tempo ti passa senza accorgertene. E, all'opposto, che cosa ti toglie energia: anche quello è un dato utile.

  • Su cosa puoi contare

    Le capacità che hai già mostrato, anche fuori dalla scuola, e le condizioni concrete in cui ti muovi: il tempo, i costi, la distanza, il modo di studiare che regge davvero per te. Non serve a tagliare le opzioni, serve a sapere quali ti chiederebbero un passo in più e di che passo si tratta.

  • Cosa conta per te, e in che ordine

    Autonomia, stabilità, riconoscimento, tempo libero, utilità per gli altri: sono cose che quasi tutti vorrebbero insieme, e la scelta comincia quando provi a metterle in fila. Vale la pena distinguere quelle che senti tue da quelle che hai assorbito dalle aspettative di qualcun altro, e la differenza si sente meglio se immagini di rinunciarci.

E poi: che vita ci sta intorno

Un corso di laurea non è solo un programma d'esame. È una giornata tipo, un ritmo, un posto, una quantità di studio da solo o di lavoro con altri. Ed è anche quello che apre dopo: il tipo di attività che ci si trova a fare davvero, i contesti in cui si lavora, chi si ha intorno, se si sta più con le persone, con i numeri, con i testi o con le cose.

Sono aspetti che sui siti dei corsi compaiono poco, perché non riguardano i contenuti ma la forma della giornata. Conviene cercarli dove stanno: nei racconti di chi quel lavoro lo fa adesso, non solo di chi quel corso lo ha frequentato.

Una scrivania di lavoro reale vista dall'alto, con gli oggetti di una giornata di professione

Il confronto

Quando sei indeciso tra due o tre corsi

Quando le alternative si sono ridotte a due o tre, il problema cambia forma: non ti manca il campo da esplorare, ti manca un modo per distinguere opzioni che sulla carta sembrano tutte difendibili.

Quello che di solito aiuta è confrontarli su un piano per volta, invece che in blocco: prima dove va la tua attenzione, poi su che cosa puoi contare, poi che cosa metti al primo posto. Le differenze tendono a emergere su uno solo dei tre.

Se restano pari su tutto, guarda che cosa ciascuna strada lascia aperto dopo: quale delle due ti permette di correggere il tiro più facilmente. La domanda diventa «quale mi costa meno cambiare», e a quella si riesce a rispondere.

Tre schede di corsi di laurea messe in fila su un tavolo e confrontate una accanto all'altra

Quando cercare altre informazioni non serve più

C'è un momento in cui la ricerca smette di essere ricerca e diventa un modo gentile per rimandare. Si riconosce da tre segnali: rileggi pagine che hai già letto, le informazioni nuove non cambiano l'ordine delle tue opzioni, e quando ne parli con qualcuno stai cercando una conferma più che un dato.

Se ti riconosci in questo, il passo successivo non è leggere ancora. È prendere le tre o quattro strade che hai davanti e confrontarle sulle tue tre cose, una per una, per iscritto. Il punto in cui non riesci a scrivere niente non è un vuoto: è la domanda vera, quella su cui vale la pena lavorare.

Un primo passo, oggi

Scegli tre corsi tra quelli che stai considerando. Per ognuno scrivi quattro righe soltanto: cosa ci troverei di interessante, su cosa potrei contare, cosa conterebbe per me, che giornata sarebbe. Poi rileggi. Non sarà ancora la decisione, ma per la prima volta starai confrontando le opzioni sulla stessa cosa, e non ognuna sul proprio sito.

Se invece sei già all'università e il dubbio riguarda una scelta che hai già fatto, la guida su come capire se hai sbagliato università parte esattamente da lì.

Se invece il dubbio è più a monte, cioè se l'università sia davvero la strada giusta per te, la guida sulle direzioni possibili dopo il diploma allarga il campo prima di questa scelta.

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